Primo romanzo di una trilogia di fantascienza di un autore esordiente, e che ha ricevuto diverse nomine per premi importanti. Devo riconoscere che alla fine il romanzo mi è piaciuto, e magari leggerò anche i seguiti, ma all'inizio è stata davvero una sofferenza.
Sicuramente in questo ha pesato la mia non padronanza completa dell'inglese, causa probabile della mia incapacità a capire il senso dei tantissimi neologismi che dominano la prima parte di questo romanzo e che l'autore si guarda bene dallo spiegare, anche se essendo io ben informato della terminologia quantistica, anche in inglese, dovrei avere senza dubbio meno difficoltà di un lettore qualsiasi. Ma le difficoltà iniziali sono davvero grosse, e non è difficile da capire il perché molti hanno abbandonato la lettura prima della fine. In realtà per capire, o meglio intuire, il significato di molti neologismi non basta una cultura scientifica del mondo quantistico, ma serve anche una buona e vasta cultura umanistica, perché molti dei significati derivano da richiami letterari o filosofici. Con questa sua opera, Hannu Rajaniemi rende Charles Stross un dilettante nell'invenzione di neologismi di un mondo post-singolarità tecnologica.
In ogni caso l' approccio a questa storia che si svolge in un lontanissimo futuro è davvero difficile, non solo per capire l'ambiente in cui si svolge, ma proprio per capire il significato dei termini con cui è descritta, e credo che giustamente non ne sarà mai proposta una versione italiana non fosse altro per le grosse difficoltà di traduzione.
Alla fine però ne ho completato la lettura e molti aspetti, ma non tutti, di quel mondo mi sono ora un poco più chiari. Magari dovrei rileggerlo alla luce di quanto ho capito finora, ma non credo proprio che lo farò e mi terrò i dubbi residui. Per chi volesse affrontare ora la lettura di questa serie di romanzi, consiglio di guardare questo sito, dove sono illustrati i principali protagonisti della storia. L'uso migliore del sito secondo me è il seguente: leggere circa il 30% del romanzo, passare al sito e studiarselo attentamente. Ricominciare a leggere il romanzo con occhi completamente diversi. L'avessi scoperto prima mi sarei risparmiato molta sofferenza, anche se non proprio tutta, perché credo che Rajaniemi ci tenga davvero ad essere molto criptico.
Siamo nel sistema solare terrestre, in una specie di post-singolarità tecnologica che però non è riuscita a superare i limiti fisici del proprio sistema di origine, anche se l'integrazione uomo-macchina è quasi un aspetto superato, perché si sono raggiunti risultati superiori. Dopo scontri violenti, rivoluzioni e ribaltamenti sociali che hanno anche fatto dimenticare il passato e distrutto Giove causando la diaspora della civiltà estremamente tecnologica che si sviluppava nelle sue lune, il risultato è un equilibrio molto instabile tra diverse visioni sociali e diversi modi di vita. Ma intanto ormai nessun essere senziente muore davvero più, se non per qualche incidente imprevedibile, e ci sono individui che hanno ormai vissuto per migliaia di anni, sotto forme individuali spesso diverse.
Questo romanzo è la storia di Jean le Flambeur, ladro di memorie e superbo architetto, del perché ha nascosto la memoria del se stesso passato, perché è stato messo in una prigione in cui deve ripassare incessantemente il dilemma del prigioniero, e perché qualcuno che sembra davvero un Dio vuole che lui ricostruisca il suo passato, costi quel che costi.
Alla fine del romanzo molte di queste domande hanno una risposta, ma se ne ripropongono molte altre, che forse avranno risposta nei successivi romanzi della trilogia, solo che io devo prendermi un momento di riposo. Se tornerò a leggere questa storia, non sarà davvero presto.
In conclusione, è una storia che, quando si arriva a capirla, è estremamente interessante, in un mondo così fuori dai canoni tradizionali, e anche quelli ben oltre, che richiede davvero un grande sforzo di estrapolazione per immedesimarcisi. Alla fine ne sono rimasto conquistato, ma come ho detto ho bisogno di un certo periodo di tempo prima di ricominciare ad affrontarlo. Non è quindi un romanzo che posso raccomandare facilmente, anzi. È sicuramente adatto a chi non ha paura di non capire subito l'ambiente in cui si svolge la storia (e spesso nemmeno le singole parole) ed è capace di insistere nella lettura fino che, a poco a poco, le cose diventano più chiare.
Ma bisogna anche essere appassionati di ambientazioni post-singolarità, di integrazioni uomo-macchina totali, e allora si scopriranno anche problematiche esistenziali, dubbi di identità, in effetti un mondo nuovo di problemi psicologici sommersi in un mare di tecnologia ma sempre dominanti.
Sicuramente non un libro per tutti, ma per chi riesce ad apprezzarlo è davvero una fonte di sorprese e di invenzioni.
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